Dalla Sardegna al Trentino: il Coro di Usini celebra l’amicizia con il Coro Lago Rosso.
Il Coro di Usini in Trentino per tre giorni indimenticabili dedicati alla musica, all’amicizia e alla tradizione. Le note di Signore delle cime che si levano sulle acque del Lago di Tovel, tra le montagne trentine. E poi quelle di Nanneddu meu, cantato insieme agli amici del Coro Lago Rosso: voci sarde e trentine che si incontrano in un abbraccio capace di attraversare il tempo e arrivare dritto al cuore.
Sono alcune delle immagini più intense di tre giorni indimenticabili vissuti dal Coro di Usini a Tuenno, in Trentino, per celebrare gli 80 anni del Coro Lago Rosso: un traguardo importante per una realtà alla quale i cantori usinesi sono legati da una lunga amicizia e dalla passione per il canto.
Una trasferta ricca di musica, incontri e scoperte, durante la quale il Coro di Usini ha portato con sé un pezzo di Sardegna attraverso due concerti: nella parrocchia di Sant’Orsola e Compagne, a Tuenno, e nella chiesa del Convento francescano di Sant’Antonio da Padova, a Cles.
“Due occasioni per condividere la bellezza del canto corale e far incontrare tradizioni diverse – ha detto il direttore Mario Tedde – unite dal desiderio di custodire e raccontare l’identità delle rispettive comunità”. Particolarmente emozionante l’esecuzione condivisa di Nanneddu meu, che ha intrecciato le voci dei due cori, trasformando una canzone in un incontro tra storie, sensibilità e culture.
Tra i momenti più suggestivi, anche la visita alle celle ipogee di Melinda e allo splendido Lago di Tovel. Proprio qui, immersi in uno scenario di rara bellezza, i cantori hanno intonato Signore delle cime: un momento di raccoglimento e intensa emozione, reso ancora più speciale dall’incontro tra musica e natura.
A rendere la trasferta memorabile è stato soprattutto il calore dell’accoglienza riservata dal Coro Lago Rosso: giorni di convivialità, sorrisi e abbracci che hanno rinnovato un legame costruito negli anni. “Per noi è stata un’occasione di crescita e arricchimento – ha sottolineato il presidente Mario Cuccuru – con l’augurio di poterci incontrare nuovamente”
Il Coro di Usini, nelle varie tappe, ha eseguito i brani tipici del suo repertorio, scritti da Nanni Brundu e ha unito le melodie tradizionali sarde come A Diosa, Sa crapola e appunto Nanneddu meu, cantata insieme agli amici del Coro trentino. “Quando l’amicizia trova voce nel canto – ha concluso Nanni Brundu – la distanza diventa soltanto un dettaglio”.





