ADV · Top header fisso728×90 / 320×50
ADV · Billboard header970×250 / 300×250

Tumore al seno a Sassari, 81 donne operate grazie alle prestazione aggiuntive

ADV · Sotto il titolo articolo728×90 / 300×250
ADV · Prima del contenuto728×90 / 300×250

L’iniziativa per ridurre le liste d’attesa a Sassari.

Sono 81, da aprile, le donne operate per tumore al seno grazie all’attivazione di sedute operatorie in regime di prestazioni aggiuntive, avviate per ridurre la lista d’attesa. E ancora, una tempistica di attesa tra diagnosi e intervento chirurgico che si attesa intorno ai due mesi, con circa 48 pazienti in lista (31 ottobre). E poi la presenza ancora del Covid che limita l’operatività chirurgica e assorbe notevoli risorse.

“Dire che l’emergenza Covid non c’è più non ha corrispondenza con la reale situazione di tutti i giorni – afferma la direzione strategica dell’Aou -. Ci rammarica che le donne dopo la diagnosi debbano aspettare circa due mesi per un intervento al seno. 

ADV · In content (ogni 2 paragrafi)336×280

Per ridurre le liste d’attesa l’Azienda si è attivata già da aprile scorso, quando ha avviato il progetto per l’abbattimento delle liste d’attesa attraverso sedute chirurgiche in regime di prestazioni aggiuntive. A oggi sono 81 le pazienti operate. Tuttavia la situazione pandemica, tutt’altro che conclusa, continua ad assorbire notevoli risorse a discapito delle chirurgie, alla quale va aggiunta la carenza cronica di personale, come anestesisti e infermieri. 

“Si tratta di una situazione che – conclude la direzione dell’Aou di Sassari – difficilmente potrà trovare un’ulteriore risposta in termini di riduzione delle tempistiche, almeno sino a quando i pazienti Covid non troveranno una giusta assistenza in altre strutture del territorio. Soltanto questo potrà far tornare il Dea di secondo livello a pieno regime nella cura dei pazienti a più alta complessità”.

ADV · In content (ogni 2 paragrafi)336×280

“Ma è chiaro che nel numero degli interventi da realizzare durante le sedute aggiuntive bisogna anche considerare la complessità dell’intervento stesso. Questo fattore, infatti – spiega il professor Corrado Rubino, direttore della Chirurgia plastica e ricostruttiva e del dipartimento Onco Ematologico -, tende a ridurre il numero delle operazioni che si possono effettuare. 

“Quello che abbiamo notato – conclude – è che alla Smac si registra un elevato numero di tumori mammari ogni mese, parliamo di una cifra che si aggira attorno a 20-25 che vengono subito avviati ai percorsi dedicati”. 

ADV · Fine articolo336×280
ADV · Paywall fine articolobox paywall (after .entry-tags)
ADV · After content (engagement)box canali Telegram/WhatsApp/Google News
Anteprima stile Attuale Tema unico Editoriale Portale Magazine